Non vi è dubbio che ci troviamo di fronte a una disciplina nuova nella tradizione italiana e trasversale rispetto alle divisioni curricolari; la didattica della scrittura richiede ai docenti competenze specifiche e agli istituti una scelta di fondo, per la quale l'autonomia sta via via fornendo gli spazi e gli strumenti. L'obiettivo è insieme scolastico e civile: saper scrivere è un requisito indispensabile di ogni cittadino.
Un compito del genere può apparire arduo se viene lasciato all'iniziativa di un singolo docente, se è affrontato solo in funzione dell'Esame di Stato e se è compresso entro limiti di tempo troppo ristretti.
Infatti, mentre è possibile insegnare in tre mesi le cinque declinazioni o il ciclo della clorofilla, la scrittura richiede tempi lunghi per la sedimentazione di competenze e abilità. Il processo deve essere affrontato nell'arco dei cinque anni della scuola secondaria superiore.
L'urgenza con cui la scuola è chiamata alla didattica della scrittura in funzione del nuovo Esame di Stato ha determinato un disagio per i docenti, in particolare per quelli degli ultimi anni del ciclo. Chi si trova nella (scomoda) condizione di avviare una didattica della scrittura solo nel quinto anno dovrà commisurare una disciplina complessa al tempo a disposizione. Noi suggeriamo, tuttavia, una programmazione minima non inferiore alle 30 ore.
In ogni fase è imprescindibile un momento didattico di solito trascurato: la correzione degli elaborati. La correzione non va intesa solo come strumento valutativo ma deve trovare uno spazio importante come strumento didattico. Ciò impone che la correzione sia approfondita e ragionata. Infatti non è possibile ottenere risultati apprezzabili dalle esercitazioni senza una discussione attenta dei difetti che emergono.
Pertanto si deve prevedere una modalità di correzione che sia compatibile con i tempi a disposizione degli insegnanti, dal momento che non è pensabile che essi dedichino a tutti gli elaborati l'attenzione necessaria per una correzione utile didatticamente.
Si suggeriscono, perciò, due operazioni complementari:
differenziare tra una correzione finalizzata alla valutazione (in cui non è necessario segnalare e discutere i singoli difetti comunicativi) e una correzione finalizzata alla didattica;
organizzare la correzione finalizzata alla didattica nei modi seguenti:
scegliere pochi, anche pochissimi, elaborati da sottoporre a una correzione molto puntuale;
fare della correzione un momento simile a ciò che l'interrogazione è per le materie orali: alcuni studenti sono chiamati a discutere gli elaborati; non è necessario che siano gli autori degli elaborati, i quali, se lo si ritiene opportuno, possono essere mantenuti anonimi;
incoraggiare la correzione e la discussione tra gli studenti: dopo lo svolgimento dell'esercizio gli studenti possono scambiarsi gli elaborati e sottoporli a un'analisi; l'insegnante potrà così valutare sia la capacità di svolgere un'esercitazione sia quella di rivedere e analizzare un testo; per gli studenti l'osservazione analitica di testi di cui non sono autori sarà una palestra insostituibile per migliorare le capacità in fase di produzione.
Il Servizio d'italiano scritto, sia attraverso il sito che ospita questo corso, sia attraverso il proprio (www.italianoscritto.com), offre la sua consulenza ai docenti interessati ad approfondire i contenuti e le metodologie didattiche.
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