| CITTA' SOSTENIBILE |
Con “Città Educativa” il Comune di Roma ha realizzato uno spazio innovativo e polifunzionale dove le scuole elaborano, conservano e mettono in rete i loro progetti come patrimonio culturale per la città
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"Laboratori per le arti e la creatività, sale convegni, spazi per esposizioni, videoconferenze, sale multimediali, aule per la formazione informatica. Con “Città Educativa” il Comune di Roma ha realizzato uno spazio innovativo e polifunzionale dove le scuole elaborano, conservano e mettono in rete i loro progetti come patrimonio culturale per la città. In rapporto stretto con le maggiori istituzioni culturali del territorio, la “Città Educativa” è in realtà un luogo di incontro e di formazione per tutti i cittadini. All’interno di questo “centro delle buone pratiche”, il Consorzio Gioventù Digitale gestisce il progetto Settimane tematiche , un ciclo di sedici incontri-laboratorio che copre l’intero anno scolastico. Incontriamo Giovanni Serra, responsabile del progetto per il Consorzio Gioventù Digitale, un’organizzazione non profit fondata dal Comune di Roma e da sei grandi aziende di informatica e telecomunicazioni: Acea, Elea, Engineering, eWorks, Wind Telecomunicazioni e Unisys.
Qual è l’obiettivo delle Settimane tematiche?
Grazie alle Settimane le scuole romane possono confrontarsi non solo sui temi chiave della vita scolastica (dal problema della dispersione all’integrazione dello studente disabile), ma anche sulle sfide del terzo millennio, come sviluppo sostenibile, biodiversità, consumo critico, open source… Studenti e docenti sono coinvolti attivamente, perché le Settimane sono un’occasione privilegiata per valorizzare e mettere in rete le soluzioni esemplari realizzate dalle scuole e per sperimentare sul campo le soluzioni strategiche adottate da enti, aziende e associazioni che operano sul territorio.
Si è appena svolta una settimana dedicata allo sviluppo sostenibile e si apre quella sul consumo critico. Come vengono scelti i partner?
L’ 11ª settimana tematica “Ambiente, sviluppo sostenibile e nuove tecnologie” dedicata all’ambiente è stata realizzata in partnership con la Fondazione ENI Enrico Mattei (che ha fornito gran parte dei materiali didattici e multimediali, anche attraverso il portale www.eniscuola.it), AMA Roma spa, Cooperativa TERRE per quanto attiene all'energia e le fonti rinnovabili e il COBAT. Questa partnership nasce dall'intenzione del Consorzio Gioventù Digitale di creare su Roma un pool di organizzazioni direttamente implicate con la salvaguardia dell'ambiente, per portare nelle scuole di Roma opportunità didattiche che puntano alla formazione delle nuove generazioni per un comportamento responsabile e rispettoso delle risorse ambientali. Con la 12ª Settimana “Educazione attiva alla biodiversità e alla multicultura” inoltre si vuole introdurre i ragazzi ad un mondo alternativo, quello del commercio equo e solidale. Il percorso didattico verrà realizzato partendo da uno dei prodotti più rappresentativi del nesso consumo-paesi poveri-diritti umani: il cacao. I laboratori verranno gestiti dalla Cooperativa Pangea di Roma che rappresenta una delle realtà più interessanti nel panorama italiano del commercio equo e solidale e del consumo alternativo.
Come avviene la scelta dei temi?
Prendiamo il caso del consumo critico. Nello scorso marzo molti giornali italiani riportavano in prima pagina il record, poco felice, secondo cui in Italia vi è una forte percentuale di bambini tra i sette e gli undici anni obesi, con consuetudini alimentari piuttosto deprecabili. Lasciando da parte l'aspetto medico, seppure rilevante, e andando ad indagare quello che i giovani di oggi consumano, emerge in maniera piuttosto netta un'educazione alimentare allo sbando che ha a che fare poco con le vere esigenze e di più con le mode da ultimo grido... è questa una delle derive della nostra società opulenta e consumistica. L'educazione del XXI secolo non può non avere tra i suoi obiettivi quello di proporre nuove abitudini alimentari e far emergere lo stretto nesso fra il nostro consumo, lo sviluppo sostenibile e la riduzione del divario tra paesi ricchi e paesi poveri. Rispetto all'ambiente, basti pensare che l'emergenza rifiuti si ridurrebbe drasticamente se solo iniziassimo a ridurre sprechi e acquisti superflui.
Partecipano alle Settimane anche ragazzi molti giovani, 10-11 anni. Come riuscite a rendere interessanti argomenti così impegnativi?
Tutte le settimane hanno un taglio molto operativo e “interattivo”. Sono veri e propri laboratori. Nella settimana sull’ambiente abbiamo cominciato con un questionario piuttosto provocatorio: alla domanda "Sai quanta acqua consumi, in media, al giorno?" la maggior parte dei ragazzi ha risposto “cinquanta litri”. Quando spieghiamo che, secondo gli ultimi dati del 2004 relativi all’Italia, si consumano duecento litri al giorno, tutti restano a bocca aperta e dicono "non è vero", "ma io duecento litri li consumo in un mese", "e che mi bevo duecento litri di acqua al giorno?". Partiamo sempre da situazioni quotidiane: ovviamente i ragazzi non sanno che tirando un tradizionale sciacquone del bagno si consumano quindici litri di acqua, un gesto che noi ripetiamo tante volte durante la giornata. Abbiamo anche scoperto che circa il 70 per cento dei ragazzi non dispone nelle proprie case di un impianto a doppio scarico per il WC e in molti casi non ne conoscono l'esistenza! Dinanzi a situazioni di questo tipo si capisce bene come la scuola abbia ancora parecchio da lavorare sul fronte dell'educazione ambientale o, preferirei dire, educazione ad una vita responsabile. Si considera il proprio consumo come qualcosa di strettamente personale... raramente si riflette sul fatto che il nostro sperpero di risorse idriche o energetiche provoca una riduzione delle stesse risorse per altre persone che in quel momento avrebbero realmente necessità di quello che noi sprechiamo. Ovviamente i ragazzi hanno fatto lo stesso percorso sul riciclaggio dei rifiuti, insieme all'AMA spa di Roma, per capire il ciclo di vita di un prodotto e scoprire come questo non finisca con il suo consumo, ma anzi, dopo il consumo scaturisca un nuovo processo che ridà vita, anche sotto altre forme, ai prodotti che quotidianamente utilizziamo.
Il filo conduttore di tutte le Settimane, al di là dei vari temi, sono le nuove tecnologie. Perché?
Le nuove tecnologie informatiche e della comunicazione propongono alla scuola una metodologia innovativa di insegnamento. Rispetto agli strumenti della scuola tradizionale, hanno la forza di introdurre fattori chiave quali la multidisciplinarità e il problem solving che sono finora mancati nelle nostre scuole o non sono stati espressi al meglio. Inoltre, e questo viene dall’esperienza complessiva dei nostri progetti, da “Nonni su internet” per l’alfabetizzazione informatica degli anziani al concorso internazionale “Global Junior Challenge”, le nuove tecnologie possono davvero diventare un potente strumento di inclusione sociale e di lotta alla povertà.
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